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Negli anni Settanta il movimento delle donne che mettevano in discussione l’assetto sociale e ne chiedevano una trasformazione, ha combattuto le sue battaglie sotto lo slogan "Io sono mia". Tale slogan, in realtà, non era propriamente un nuovo conio, ma la citazione di un sonetto di Modesta Pozzo De’ Zorzi, alias Moderata Fonte, che sul finire del Cinquecento scriveva: "Libero cor in petto mi soggiorna, non servo alcun né d’altri son che mia". Prefazione di Maria Rosa Cutrufelli.
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