Aspettavo dall’altra parte delle sbarre, attendendo che si aprissero. Il carcere era fuori, dentro era dove aspiravo ad andare. In attesa, con me, altre donne. Dietro quelle sbarre, ci guardavamo in silenzio, e nel nostro silenzio c’era tutta la nostra storia, quella che non andava raccontata, e che non si aveva nessuna voglia di raccontare. I nostri sguardi erano dimessi, ma anche giudicanti. In certi contesti, è impossibile sospendere il giudizio, anche se stai dall’altra parte delle sbarre. È il luogo stesso che te lo dice. “Vergogna, siamo tutte peccatrici”, una scritta sul muro, un’altra “La prossima volta fottete nel culo”, e qualcuno che si era preso la briga di rispondere “Tu che l’hai fatto ci dici com’è?”. Poi l’odio, altro sentimento inalienabile da certi luoghi, “Medico obiettore, ti prendo col bastone”. E, ancora, il giudizio più efferato, quello che si rivolge a se stessa “06/07. Non volevo, una scelta obbligata a causa di una malattia genetica. Ti porterò per sempre nel cuore. Perdonami”. Solo quando aprono le inferriate, ed è ora di entrare, leggo, timida, una piccola scritta, vicino allo stipite della porta: “Sii forte!”.
EAN
9791281792098
Data pubblicazione
2024 11 25
Lingua
ita
Pagine
162
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
9
Peso (gr)
261
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