Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Nel difficile periodo del secondo dopoguerra, mentre l’Italia cerca di risollevarsi, un giovane nobile torinese viene lasciato solo dai genitori per un anno. Immerso in un ambiente ospitale e quasi magico, tra antichi mestieri, la scuola di un tempo, il calore di una famiglia e di una comunità unita, scopre se stesso e il senso della propria esistenza, trovando la direzione da seguire nella vita. Un romanzo delicato e toccante, che profuma di legna bruciata e pane fatto in casa, e ci ricorda che a volte è proprio nell’essenziale che si trova il senso più profondo della vita...
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