Una lettura da vivere pagina dopo pagina
L’autore rivive, dopo oltre trent’anni, memorie, vicende e impressioni scritte nel 1944, nelle notti di prigionia in una buia cella del Castello d’Ivrea. Pagine che svelano il suo temperamento, impulsivo, combattivo, che non accetta violenze, ma che mostrano anche la sua capacità di comprendere gli altri, di amarli quanto più disgraziati o anche colpevoli. La testimonianza di un uomo che crede e, conseguentemente, pensa che vivere voglia dire «servire». Prefazione Andrea Parodi.
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