Nella tradizione ortodossa i vescovi hanno pari autorità e per prendere una decisione riguardante la fede o i canoni si devono riunire in un sinodo regionale o universale. Il primus inter pares – cioè il patriarca o l’arcivescovo o il metropolita che è il primo di un sinodo – è subordinato al sinodo e deve rendere conto ad esso, nonostante sia lui a convocarlo e a presiederlo. Il primate non può ostacolare l’autonomia degli altri vescovi e non può intervenire nelle loro diocesi, in quanto non possiede una giurisdizione universale. Di recente però le cose sono cambiate. Il patriarca ecumenico di Costantinopoli ha assunto gli stessi diritti del papa e il primus inter pares è diventato primus sine paribus (“primo senza pari”): possiede la giurisdizione universale. Lo scisma in Ucraina ci ha dato una dimostrazione dell’abolizione della tradizione ortodossa, cioè del passaggio da un’ecclesiologia conciliare o sinodale di vescovi pari tra loro a un primo senza pari. Il patriarcato di Costantinopoli ha utilizzato il VII concilio ecumenico come modello ecclesiologico per il riconoscimento degli ucraini scismatici e non consacrati, ma non ha rispettato alcun principio ecclesiologico.
EAN
9791298527324
Data pubblicazione
2025 05 15
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
148
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