All'alba del Novecento dominavano il mercato nazionale del vino le produzioni ottenute, nelle cantine contadine, senza strumenti adeguati, manipolando le uva secondo criteri enologici primordiali, ricavandone, comunemente, bevande dense, poco alcoliche, prive di aromi. Le adulterazioni dilagavano incontrollate. I pochi produttori di vini di qualità cercavano invano di distinguere i propri prodotti dalla massa di vino anonimo privo di qualunque pregio. Quando una convenzione internazionale aprì la strada alla tutela delle denominazioni di origine, i viticoltori del Piemonte, una delle poche regioni dove esistevano produzioni di autentica nobiltà, si impegnarono per ottenere il riconoscimento delle proprie denominazioni. Si unirono sollecitamente ai coltivatori piemontesi i grandi proprietari del Chianti, ma contro la pretesa di attribuire la denominazione Chianti ad una ristretta area fiorentina, con una piccola appendice senese, insorse l'intero commercio enologico nazionale, che impose l'arresto di ogni progetto legislativo.
EAN
9788896459058
Data pubblicazione
2010 01 01
Lingua
ita
Tipologia
Libro
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Vino, conti e contadini. Cinquant'anni di scontri per le denominazioni del Chianti—